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Brand, come sceglierlo senza sbagliare!

Scegliere il proprio nuovo brand? Non è affatto semplice e, dando uno sguardo ai suggerimenti e ai consigli che potete trovare sul web, noterete come sono numerose le opinioni contrastanti. A nostro giudizio, però, sarebbe opportuno non cedere alla tentazione di utilizzare le iniziali: sono potenzialmente molto noiose e sono tutt’altro che interessanti. Certo, ci sono società che hanno costruito la propria fortuna così (IBM), ma forse è bene voltare pagina.

Inoltre, vi consigliamo di non usare un nome generico che non significa nulla. Meglio optare per nomi concreti, che magari sfruttano dettagli come numeri e giorni per dare maggiore enfasi ai propri concetti. Assicuratevi altresì di poter registrare il nome del marchio: è inutile costruire un business plan che poggia proprio sul brand che avete felicemente individuato se vi rendete conto che in realtà è già stato utilizzato da altri.

Cala l’indice di fiducia economica dell’eurozona

L’indice di fiducia economica (ESI) della Commissione Europea è calato a quota 115,3 punti, contro i 114,7 punti del mese di gennaio. L’indice rimane così sui massimi livelli statistici dall’inizio degli anni 2000, mostrando come le imprese siano meno euforiche rispetto al mese scorso nel settore dei servizi (con indice che scende a 16,7 punti da 18,0 punti) e nel commercio al dettaglio (con indice a 5,0 punti da 6,0 punti), anche se gli indici rimangono su livelli storicamente elevati.

La fiducia presso le imprese manifatturiere è sostanzialmente su livelli stabili, con indice simile a quello dello scorso mese, a 8,8 punti, dal momento che l’aumento della domanda è in parte compensato da un incremento delle scorte in magazzino.

Disoccupazione europea in flessione

Stando a quanto affermano gli ultimi dati elaborati dall’Eurostat, nell’eurozona la disoccupazione nel mese di ottobre è calata di un decimo di punto percentuale all’8,8%, contro il dato dell’8,9% rilevato nel corso del mese precedente, e a sorpresa rispetto alle attese. Si tratta – peraltro – del secondo calo consecutivo e del nuovo livello minimo dal 2009 a questa parte. In media ora il livello è in rotta per un calo di due decimi nell’ultimo trimestre all’8,8% dal 9,0% del terzo.

Inflazione, ecco le città dove corre di più

L’inflazione italiana fatica a cavalcare un ritmo desiderabile, ma non in tutto lo Stivale la situazione è la medesima. Secondo quanto affermano le ultime stime prodotte dall’Istat, infatti, i prezzi sono calati dello 0,3 per cento su base mensile e sono cresciuti dell’1,1 per cento su base annua, contro il + 1,9 per cento dello scorso aprile.

Cresce il reddito a disposizione delle famiglie italiane

In Italia torna a crescere il reddito disponibile delle famiglie consumatrici. Stando a quanto comunicano gli ultimi aggiornamenti forniti dall’Istat, infatti, il dato risulterebbe essere aumentato dello 0,2 per cento trimestre su trimestre nel secondo quarto dell’anno, dopo lo 0,5 per cento trimestre su trimestre di inizio anno.

Lieve calo della fiducia negli States

Il calendario macroeconomico statunitense nel corso degli ultimi giorni ha fornito una serie di dati piuttosto interessanti sull’evoluzione delle principali variabili fondamentali interno al Paese nordamericano. Tra i principali, spicca l’aggiornamento sulla fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan, che a settembre (dato ancora preliminare) è calata solo in via marginale, a 95,3 punti, contro i precedenti 96,8 punti.

Nuove delusioni per le vendite General Motors

auto denaro

Continuano a deludere le vendite di auto di General Motors, uno degli storici brand del mercato delle quattro ruote a livello globale. Di fatti, GM ha annunciato di aver registrato nel corso del mese di maggio una flessione pari all’1,3 per cento relativa alle vendite di vetture nel mercato domestico, degli Stati Uniti.

Dati contrastanti sul fronte PMI europeo

home bankingLe ultime statistiche relative ai PMI manifatturieri e compositi in area euro hanno fornito alcuni elementi statistici piuttosto contrastanti. In particolar modo, la seconda stima del PMI manifatturiero ha rivisto marginalmente al ribasso il dato a 56,7 punti da 56,8 punti del mese di aprile. L’indice risulta in ogni caso in aumento di mezzo punto rispetto a quanto avveniva nel corso del mese di marzo.

Stati Uniti, fiducia dei consumatori in lieve calo

Stando agli ultimi aggiornamenti statistici disponibili negli USA, la fiducia dei consumatori statunitensi, rilevata dal Conference Board ad aprile, è diminuita in maniera modesta a 120,3 punti da 124,9 punti risalenti all’update relativo al mese di marzo. La correzione riguarda sia l’indice corrente (a 140,6 punti da 143,9 punti) che quello delle aspettative (a 106,7 punti da 112,3 punti). Ad ogni modo, il calo non può modificare il buon quadro di riferimento, con la fiducia che rimane su livelli storicamente molto elevati, coerenti con una dinamica dei consumi compresa fra il 2 e il 3 per cento annuo.

Italia, migliora il debito della pubblica amministrazione

I passi in avanti ci sono, anche se gli osservatori ritengono che i margini di efficientamento e di ulteriore miglioramento siano molto evidenti, e che tanto rimanga ancora da fare sul comparto. Parliamo, in questo caso, dell’andamento dell’indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, che gli ultimi dati ufficiali risalenti al mese di marzo confermano pari al 2,4 per cento del prodotto interno lordo nell’intero 2016, con un passo in avanti migliorativo di tre decimi di punto percentuale rispetto al 2,7 per cento che invece era stato rilevato nel corso del precedente 2015, e peraltro in coerenza con i dati annuali già pubblicati lo scorso 1° marzo.