Internet: il suffisso .it compie 30 anni

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Internet è un fenomeno relativamente giovane, che nella sua storia ci racconta anche di come i suffissi dei diversi indirizzi internet siano mutati nel corso del tempo. Inizialmente non era necessario personalizzare in modo eccessivo gli indirizzi dei siti: ogni computer aveva il suo specifico indirizzo. Con il passare del tempo però la rete si è costantemente ampliata, cosa che ha costretto gli “inventori” di questo mezzo di comunicazione a creare i cosiddetti domini. Questo è il nome dei brevi suffissi che si trovano in qualsiasi indirizzo internet, cui ormai siamo perfettamente abituati, come ad esempio .com, il primo suffisso ad essere creato.

I suffissi nazionali

Dopo la nascita del suffisso .com tutte le nazioni del mondo hanno cercato di circoscrivere il suo ambito di interesse a livello globale, mantenendone però l’identità territoriale. Il suffisso .it è nato il 23 dicembre 1987, ormai sono quasi trent’anni, durante i quali le cose sono cambiate in modo impressionante. Da realtà dedicata a pochissimi addetti ai lavori, internet si è diffuso praticamente in tutta la popolazione, come dimostrano anche diversi studi che riguardano espressamente il nostro Paese. Oggi, a 30 anni di distanza dalla nascita del suffisso .it, è possibile ripercorrere la storia dell’ampliarsi della rete internet nel nostro Paese attraverso la nascita dei domini. Il primo a vedere la luce fu Cnuce.cnr.it, a seguire tutti gli altri, partendo dalle università, per poi passare alle aziende più note e poi ai domini dedicati a cantanti e personaggi famosi. Uno dei primi fu baglioni.it, nel 1996.

Internet oggi

La rete in Italia ha ancora oggi, a distanza di così tanti anni, un importante ritardo rispetto ad altri Paesi europei. Se si considerano anche solo i domini, quelli con suffisso .it sono solo 3 milioni: sono nulla se li si confronta con i circa 18 milioni dei suffissi .de o i 6 milioni di nomi a dominio dell’Olanda. Il ritardo è dovuto ad una concomitanza di eventi, che va da una vera e propria carenza a livello strutturale, che fa del digital divide uno scoglio ancora reale nel nostro Paese, fino alla riluttanza al cambiamento dell’italiano medio. Del resto in Italia sono ancora molti coloro che si connettono a internet solo per giocare online, con le proposte del sito NetBet, o che trascorrono buona parte del tempo in rete esclusivamente consultando le pagine dei principali social network, facebook in primo piano. La ricerca di informazioni, gli acquisti sugli e-commerce, l’utilizzo degli strumenti di comunicazione in rete posti in essere dalla Pubblica Amministrazione, sono tutti elementi che lasciano del tutto indifferenti tantissimi italiani, soprattutto coloro che hanno ormai una certa età. Per quanto riguarda i giovani e i giovanissimi le cose sono assai diverse e in ogni caso sembra che qualcosa si stia muovendo. Da alcune ricerche infatti appare come una famiglia su due faccia abitualmente degli acquisti online e come la diffusione di internet sia sempre più capillare. Per ulteriori informazioni sui suffissi .it è possibile leggere un interessante articolo apparso su Repubblica.

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